Come calcolare la pensione di vecchiaia

Per andare in pensione occorre tenere presente il requisito dell’età che è 66 anni, fatta eccezione per coloro che hanno versato contributi per almeno 37 anni e 3 mesi e che possono andare in pensione a 65 anni.

Ci sono 2 elementi importanti in materia di pensionamento:

  • La base normativa: attualmente lavorando con gli ultimi 24 anni lavorati. Le ultime 288 basi contributive sono divise per 336 (il divisore corrispondente al 2021) e si ottiene così la base normativa, ovvero la somma massima di denaro che si può ricevere.
  • Il numero di anni di contributo alla previdenza sociale: a seconda del numero di anni di contributo, avremo una percentuale diversa della base normativa. Il numero minimo di anni in cui devi aver contribuito è 15 e questo implica avere diritto al 50% della base. Per ogni mese di contribuzione superiore a 15 anni, verrà aggiunto lo 0,21% tra i mesi 1 e 106 e dal mese 107 tale percentuale mensile diventa 0,19%. Si noti che l’obiettivo è avere diritto a una pensione equivalente al massimo della base regolamentare in 36 anni.

Per coloro che decidono liberamente e volontariamente di posticipare il pensionamento e continuare a lavorare, sono previsti una serie di bonus, ma si terrà conto anche del numero totale di anni di contribuzione. Ma c’è un limite, non puoi ricevere più di 2.707 euro al mese e 37.904 euro all’anno.

Le ipotesi sono le seguenti:

  • Persone che hanno contribuito meno di 25 anni: bonus del 2% per ogni anno in più lavorato.
  • Persone di età compresa tra i 25 ei 37 anni: bonus del 2,75% per ogni anno in più lavorato.
  • Persone con contributi oltre 37 anni: bonus del 4% per ogni anno in più di lavoro.

Se ti stai chiedendo quanto guadagnerai quando andrai in pensione, dovresti conoscere tutte queste informazioni che analizziamo di seguito.

I progressivi cambiamenti che vedremo nelle pensioni

Va ricordato che nel 2011 è stata approvata una riforma che ha iniziato ad essere attuata nel 2013 e si concluderà nel 2027. Ecco perché siamo immersi in questo periodo di transizione in cui dobbiamo prestare particolare attenzione a quanto segue:

* L’età pensionabile aumenta da 65 anni a 67 anni.

* Per avere diritto al 100% della pensione si passerà da 35 anni (nel 2012) a 38,5 anni (nel 2027).

* Per calcolare la pensione sono stati utilizzati gli ultimi 15 anni di contribuzione, questa è stata estesa agli ultimi 25 anni e l’obiettivo finale è quello di essere gli ultimi 35 anni (che nella maggior parte dei casi significheranno l’intera vita lavorativa).

* La possibilità di andare in pensione a 65 anni di età con il 100% di pensione se hai avuto periodi di contribuzione molto lunghi al sistema è fissata a 37 anni di contribuzione e nel 2027 sarà di 38,5 anni di contribuzione.

* Resta invariato il numero minimo di anni di contribuzione per avere diritto alla pensione contributiva, precisamente 15 anni. Coloro che hanno versato contributi da meno di 15 anni riceveranno una pensione non contributiva.

Il sistema pensionistico nel 2021

Nel 2021 devi avere 66 anni per poter andare in pensione e tutti i contributi versati negli ultimi 24 anni saranno presi in considerazione per stimare l’importo della pensione che sarà percepita in 14 pagamenti.

Per avere diritto a percepire il 100% della pensione, devi avere 36 anni e 37 anni se hai 65 anni.

La tabella per l’aggiornamento del numero minimo di anni citati sarebbe la seguente:

– Dal 2013 al 2019 sono richiesti 35 anni e 6 mesi di contribuzione.

– Dal 2020 al 2022 sono 36 anni.

– Dal 2023 al 2026 sono 36 anni e 6 mesi

– Nel 2027 sono 37 anni.

Nel caso in cui una persona non raggiunga il numero minimo di anni di contribuzione necessari per riscuotere il 100% della pensione e sia già abbastanza grande per andare in pensione, si applica il coefficiente di riduzione, coefficiente che si applica in caso di pensionamento anticipato e quindi penalizzando l’accesso anticipato al pensionamento in quanto il lavoratore percepirà il beneficio economico più a lungo che se avesse accettato il pensionamento ordinario.

Come calcolare la pensione di vecchiaia nel 2021

1º Aggiungi tutte le basi contributive

Vanno sommate tutte le basi contributive degli ultimi 24 anni. Dire che la Previdenza Sociale mette a disposizione dei lavoratori la possibilità di richiedere la Relazione Basi Contributive, dove sono registrate tutte le basi per tutto il tempo lavorato.

Immagina una persona la cui base contributiva mensile per gli ultimi 24 anni (288 mesi) è stata di € 1.000. La somma di tutte queste basi sarebbe di 284.000 euro.

2º Calcolare la base normativa

Il risultato ottenuto va diviso per un divisore che dipende dagli anni computabili delle basi contributive (nel 2021 è 336). La ragione di ciò è che le pensioni vengono pagate in 14 rate, a differenza dei contributi pagati in 12 rate.

Continuando con l’esempio precedente, dividiamo 284.000 per 336 e abbiamo 845,23 euro.

3º Applicare una percentuale di adeguamento in base agli anni citati

Una volta ottenuta la base normativa, è necessario applicare una percentuale di conguaglio in base agli anni indicati. Ed è che per percepire il 100% della pensione è necessario aver versato un numero minimo di 36 anni.

Continuando con l’esempio precedente, se quella persona ha contribuito per 30 anni, percepirebbe una pensione dell’86,32% della base normativa (che era di 845,23 euro). Cioè, 729,60 euro. Se quella persona avesse contribuito per 36 anni, corrisponderebbe il 100% della base normativa, ovvero 845,23 euro.

Va tenuto presente che non verrebbe mai addebitato un importo inferiore alla pensione minima prevista dalla legge, che nel 2021 è:

1) La pensione di anzianità per gli over 65 con coniuge a carico è di un minimo di 851 euro al mese ovvero 11.914 euro per anno.

2) Tale importo decresce quando il coniuge non è a suo carico, essendo 654,60 euro al mese o 9.164,40 euro all’anno.

3) Se il pensionato non ha coniuge, è di 689,70 euro al mese o 9.655,80 euro all’anno.

Dall’altra parte della scala abbiamo la pensione massima di anzianità che il Governo stabilisce ogni anno e che nel 2021 è di 2.707,49 euro al mese e 37.904,86 euro all’anno, distribuita in 14 rate.

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